Pensione Integrativa

La Guida alla Previdenza Complementare

Per vivere un futuro più sereno
 


Cos'è la Pensione Integrativa


Il sistema pensionistico di base non sarà più in grado di garantire in futuro lo stesso tenore di vita garantito oggi agli attuali pensionati questo per le continue riduzioni delle pensioni di base a seguito delle riforme del sistema pensionistico obbligatorio.
La pensione pubblica avrà sempre più il ruolo di prestazione minima di base e ogni individuo dovrà integrarla attraverso la previdenza complementare. L'adesione permetterà ( si spera! ) la costruzione di una rendita integrativa in grado di mantenere il proprio tenore di vita dopo la fine dell'attività lavorativa.

Come funziona la Pensione Integrativa
Il funzionamento del sistema è molto semplice, un individuo versa per un periodo di anni un determinato capitale. I contributi versati vengono accantonati e rivalutati nel tempo e utilizzati esclusivamente per costruire la pensione integrativa.
L'individuo percepirà una rendita vitalizia che sarà in funzione del capitale versato, di un coefficiente ( che dipenderà da quando inizierà la rendita vitalizia e sarà maggiore se la rendita inizierà più avanti negli anni ) e dal sesso dell'individuo. Le donne a parità di condizioni avranno una rendita vitalizia minore a causa di una vita media più lunga.
La Previdenza Complementare si attua attraverso l'adesione, individuale o collettiva, ad una delle forme Pensionistiche Complementari previste: Fondi Negoziali, Fondi Aperti, Polizze Previdenziali. Tutte le forme previdenziali complementari osservano le stesse regole dal punto di vista di: normativa ( contribuzione, anticipazioni, ecc. ), fiscalità, modalità delle prestazioni finali. L'adesione alla Previdenza Complementare è assolutamente volontaria e chiunque può aderire a forme di previdenza complementare.

I giovani e la riforma del sistema previdenziale
È importante sottolineare come i lavoratori più giovani risentiranno maggiormente degli effetti delle riforme del sistema previdenziale. Infatti, gli individui entrati nel mondo del lavoro dal 1996 in poi, avranno la pensione pubblica calcolata con il metodo "contributivo", cioè direttamente proporzionata all'entità dei contributi effettivamente versati. Tale pensione sarà notevolmente più bassa rispetto alle pensioni attuali e l'importo sarà al max di circa il 50% dell'ultima retribuzione.
Per i più giovani mantenere il proprio tenore di vita, anche in pensione, sarà molto arduo perché l'obiettivo da raggiungere sarà colmare, tutto o parzialmente il proprio Gap Previdenziale. Quindi si tratta di una scelta volontaria e consapevole ( sarebbe meglio definirla obbligatoria! ) costruirsi una pensione integrativa che appare comunque difficile da realizzare visto gli stipendi medi italiani. Non dimentichiamoci che un giovane dovrà risparmiare delle cifre considerevoli per poi veicolarle in soluzioni atte a costituire una pensione integrativa. L'unico vantaggio dei giovani è l'orizzonte temporale a disposizione per costruirsi una soluzione previdenziale integrativa. Non dimentichiamoci comunque che non saranno certo sufficienti i famosi 50,00 Euro mensili di versamento spesso pubblicizzati dalle stesse società specializzate in previdenza complementare!

Il vantaggio fiscale nell'aderire ai Fondi Pensione
L'unico vantaggio per tutti è la deduzione fiscale per i contributi versati a favore della previdenza complementare, ossia la diminuzione del reddito complessivo imponibile ai fini IRPEF. L'importo annuale massimo della deduzione è di 5.164,57 Euro. Il plafond è unico ed è comprensivo sia dei contributi versati dal lavoratore, sia di quelli, quando previsti, versati dal datore di lavoro. Rimane quindi escluso l'eventuale TFR conferito, visto che la sua formazione non è soggetta a tassazione ( il regime del TFR prevede la tassazione al momento della sua liquidazione / fruizione ).

Le prestazioni previste dalla Previdenza Complementare
Le prestazioni consistono nella fruizione del montante maturato sotto forma di:
rendita vitalizia, anche reversibile
capitale fino ad un massimo del 50% del montante
Il montante maturato è l'insieme dei contributi a qualunque titolo versati ( contributo lavoratore, contributo datore di lavoro, TFR ) rivalutati annualmente in base al rendimento finanziario realizzato dal prodotto prescelto
Le condizioni necessarie per godere delle prestazioni sono:
permanenza di almeno 5 anni in una forma di Previdenza Complementare
aver raggiunto l'età pensionabile prevista dal regime obbligatorio pensionistico di appartenenza, sia che si tratti della pensione di anzianità che di vecchiaia.
Le prestazioni previste sono uguali, a prescindere dal fatto che si aderisca a forme di natura collettiva piuttosto che individuale.

La tassazione del rendimento finanziario della Pensione Integrativa
Il rendimento realizzato annualmente da tutte le forme previdenziali complementari è tassato in base ad un'aliquota d'imposta pari all'11% ( agevolata rispetto al 12,50% attualmente applicato sui redditi derivanti da altre forme di investimento finanziario ).
Il trattamento fiscale della rendita prevede che sull'importo imponibile della prestazione in forma di rendita, sia operata una ritenuta a titolo di imposta con aliquota del 15%. Questa aliquota è ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno oltre il 15° anno di partecipazione alla Previdenza Complementare, con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali. Quindi dopo dopo 35 anni di contribuzioni si arriverà ad una tassazione finale pari al 9%.
L'importo imponibile della prestazione è rappresentato da:
la parte corrispondente ai versamenti dedotti
l'eventuale TFR conferito
Rimangono esclusi dall'imponibile i redditi derivanti dai rendimenti maturati a partire dall'erogazione della rendita.

 

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