Pensione Integrativa

La Guida alla Previdenza Complementare

Per vivere un futuro più sereno
 


Il Gap Previdenziale


Spesso ci si domanda, cos'è?
I professionisti che studiano i sistemi pensionistici, abitualmente, utilizzano il concetto di "tasso di sostituzione" per indicare il rapporto fra l'ultimo reddito percepito e la pensione attesa ( di norma calcolata al lordo della tassazione ). La differenza fra la stima dell'ultimo reddito percepito e quella della pensione viene anche chiamato gap pensionistico o previdenziale.

Il calcolo del Gap Previdenziale
Ormai è facile trovare sui siti web di Banche e Assicurazioni, che vendono prodotti previdenziali integrativi, una sezione apposita per il calcolo del gap previdenziale che viene effettuato attraverso un software. Inserendo pochi dati, solitamente la data di nascita, il tipo di lavoro, il reddito attuale, gli anni lavorativi, questo software evidenzia che una volta in pensione mancherà il 20% o il 30% di reddito ( spesso anche percentuali più consistenti ).
Certamente il sistema è molto semplicistico, non bastano infatti questi pochi dati per effettuare il calcolo del gap previdenziale ed inoltre questi software sono "tarati" per evidenziare una situazione molto preoccupante. Ricordiamoci che è presente un conflitto di interessi e devono venderci un prodotto.
Inoltre,siamo certi che l'ultima retribuzione percepita sia il miglior parametro di riferimento per calcolare l'importo della pensione necessaria? E come è possibile stimare l'andamento futuro dei propri redditi ( ad esempio per i prossimi 20 anni! )? Figuriamoci poi per gli autonomi. Questi software, solitamente, stimano anche il reddito passato sulla base del reddito attuale. La storia retributiva di un lavoratore ( specialmente se lavora da molti anni ) incide in misura drammatica sul gap pensionistico e per di più ( diversamente da quella futura ) può essere indicata con precisione visto che è dato acquisito, quindi perché stimarla? E ancora, spesso questi software calcolano il gap pensionistico al lordo dell'imposizione fiscale. Anche l'effetto fiscale è importante. Il gap previdenziale al netto dell'imposizione fiscale è assai più basso e ciò che interessa ad un lavoratore è il dato netto.

La stima del Gap Pensionistico
Occorre sottolineare che nella stima del gap previdenziale vi sono alcune variabili che incidono pesantemente nel risultato finale:
- la stima del tasso di crescita del proprio reddito.
Se si stima un tasso di crescita abbastanza elevato ( ad esempio inflazione + 3% ), il gap pensionistico risulta più elevato rispetto ad un tasso di crescita basso ( inflazione + 1% ) è una conseguenza logica, ma anche la pensione stimata ( in valore assoluto ) è più elevata. Solo che il potenziale cliente ha l'impressione che la situazione sia peggiore.
- il tasso di crescita dell'economia nei prossimi anni.
Una variabile molto difficile da stimare e che incide fortemente perché nel sistema contributivo, il montante è rivalutato annualmente in base alla media del Pil ( Prodotto interno lordo ) degli ultimi 5 anni. Una differenza nel Pil "stimato" dell'1% può fare una differenza nel gap previdenziale del 15%. Ovviamente il Pil è impossibile da stimare, non dimentichiamoci ad esempio della contrazione del Pil italiano nel 2008 ( -0,9% ) e della forte contrazione che si verificherà nel 2009. Questi software l'avevano previsto?
Il problema è che non si viene informati che il dato del Gap previdenziale è solo una stima e deve restare una stima.

Con quanto si andrà in Pensione?
A questa domanda si può solo rispondere con delle stime anche perché il passaggio al sistema contributivo ha reso molto più incerto l'ammontare della pensione reale. Si possono effettuare calcoli utilizzando come parametri: il tasso di crescita dell'economia italiana ( Pil ) pari all'1,5% medio annuo, il tasso di inflazione atteso pari al 2% e i coefficienti di conversione in rendita ma alla fine sono solo calcoli e soltanto ipotesi.
Come è possibile prevedere il tasso di crescita del Pil fra 10 anni o quali saranno le tabelle di conversione in rendita fra 10 o 20 anni quando non si è riusciti a prevedere la contrazione del Pil nel 2008 e ancora oggi non sanno prevedere a quanto ammonterà la contrazione del Pil nel 2009! Alla fine si possono solo effettuare delle stime.
Quindi il Gap Previdenziale dato da questi software deve essere interpretato correttamente.
È chiaro che alle Banche e alle Assicurazioni interessa indurre a sottoscrivere il proprio prodotto. Infatti non forniscono molte informazioni su cui riflettere e non a caso sui vari siti una volta completato il calcolo del gap previdenziale ( con l'inserimento di pochi dati ) viene immediatamente proposto "compra" o "sottoscrivi". Fine della storia.
Come scritto nella Home Page di questo sito web attualmente vi è una sola certezza, il risparmio fiscale nell'aderire ai Fondi Pensione.

Conclusioni
Come affermato l'entità della pensione attesa è in funzione di alcuni dati storici ( la storia contributiva, le rivalutazioni e l'inflazione passata, ecc.. ), di alcuni dati prospettici ( i redditi futuri, rivalutazioni e inflazione attesa, tassi di conversione in rendita, ecc.) e del quadro normativo attuale. Quindi occorre studiare attentamente il problema, prendere i necessari provvedimenti e soprattutto rivedere i calcoli annualmente per verificare se eventuali modifiche del quadro normativo e/o della propria posizione reddituale e/o le previsioni circa le principali variabili inserite nei calcoli, rendano necessarie variazioni alle scelte compiute ( ad esempio modificare le linee d'investimento dei fondi pensione, ecc.. ).
Il principio generale che deve ispirare tutti i lavoratori è quello di accantonare ai fini previdenziali la maggiore quota di reddito possibile ( come si diceva una volta "mettere il fieno in cascina" ). Se al momento di andare in pensione non dovesse essere necessario trasformare tutto il capitale in rendita, si potrà sempre riscattare fino alla metà del capitale accumulato nel fondo pensione.
È importante sapere che con il sistema contributivo i lavoratori hanno molta più incertezza circa la loro pensione ed all'incertezza si può rispondere solo con maggiore previdenza.

 

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